Torna a Parola di Oris

Passi di volo:
4° decade 3° decade 2° decade 1° decade  
40. SORRISI
39. Continuando a fissarci nel sole
38. Profumo d'Ostro
37. IL FANCIULLO
36. ViSiOnI Di MuSa
35. Notte di neve sciolta
34. Ascolto lento
33. Luce di germoglio
32. Appunti di un nomade
31. Barlume
30. LASCIALA QUELLA CORDA!!
29. Inchiostro di ricordi
28. Ora e per sempre
27. Esedra
26. Lemmi
25. Nuotare
24. PRENDIMI
23. ...senza rancore, ...senza rancore, ...
22. Mano spinosa
21. Vestito
20. È tutto dolce e disteso
19. Il sole suona i colori
18. Silenzio, oramai è tutto calmo.
17. Le ali
16. Lentamente, occhi rispecchiano occhi, lentamente
15. S'alza la fiamma
14. Avido fiume
13. Il ballo tra il diavolo e la follia
12. La finestra bagnata dal mare
11. Il piacere del volo
10. Fiamme sulla strada
09. Banchetto con Nettuno
08. SAFIYA
07. Qualche secondo ancora
06. Brucia il Bosco!
05. Stacco
04. L'irrazionale affronto di anime danzanti
03. Scacco
02. Passi di un viandante
01. La vita è percorsa da sogni...
Seguirò i tuoi consigli, sommo Oris, di essi mi ciberò con ingordigia e i loro resti ti faranno onore.
.finni.
 
 
 

Parola di Oris (38th Trance onirica)



Profumo d'Ostro


"In quale via si trovava questo l'ignorava, e per giunta non si preoccupava, e da li si ricordava "Qui incomincia l'avventura del Signor Buonaventura", e goffamente si ridacchiava di essere se stesso in quanto tale in quel momento. Odore di ostro tra le rame di alberi compaesani, visto che era perso nella sua città, ma si riprese, ancor più goffo si sentiva per avere smarrito la via nelle vie che da fanciullo correva a piedi nudi pieno di sbucciature, rigorosamente alle ginocchia e i gomiti, o gli skatti in bici mentre tornava dopo il suo primo bacio, con lo stesso entusiasmo passare con il cinquantino dopo il primo pompino. Nelle stesse strade percorse per tornare a casa da scuola con la perenne aria d'insoddisfazione, da un ragazzo che si sente leone, tuttavia ancora deve imparare, ma il nostro buon viandante, già intuì che bisognava arguire con il passare del tempo. perché si svelassero i trucchi di questo arcano mistero che è vivere. E questo è tutto quello che per la sua testa passa in questo istante, frivoli pensieri di un venticinquenne che cammina per il viale alberato che odora d’ostro. Camminava e senza dover pensare alla strada s'incammina sicuro. Tutto preparato e tirato, a lucido splendente come stella, si presenta alla porta, e come sempre braccia aperte lo attendo, braccia famigliari che mai ha sentito monotone, di sicura essenza ma soprattutto di presenza. Respirava aria di casa anche se questa non era casa sua, ma di lei. E senza nessuna parola entra nella sua dimora, gl'occhi di lei dissero mia casa è tua casa, entra ed accogli questo mio invito. Tenero come un pane riscaldato dal cuore del fuoco, si siede ed il vino cola giù per la gola. Dio Bacco a te questo brindisi fecero. A te alzo il calice,e senza parlare, la volle solo osservare, e mentre il suo cuore parlava lei il bicchiere ella gli versava ed dio Bacco si aspergeva in piccole gocce per la stanza, sulla loro pelle, ed all'unisono, un abbraccio si porsero, da te Dio Eros presero il tuo seminare e consacrare. Senza nessuna debole esitazione si tolsero ogni cosa, pelle contro pelle che si toccava, odorava, e i respiri si amalgamarono, si spinsero a raggiungere i più profondi istinti, tutto questo mentre lei sul petto lo baciava. Distesi sul vociferare di sensi, le mani accarezzavano il suo petto teso dall'ardore, scivolava sui fianchi, e dalle cosce interne risaliva, e nella sua virilità lievemente lo sfiorava. Ancor di più si gonfiava la sua forza virile, uomo forte che vuole entrare. Ancor vino. Dal suo petto bevve il nettare divino, che scorre su tutto il suo corpo, e la lingua lo segue, e tra le sue labbra fa passare il calore. Ora senza nessuna inibizione lei assapora il suo essere maschio, lo fa suo. Padrona del suo padrone si muove lentamente, ma con voracità. E lui, tra i sensi si perde. Ma la porto con sé, entro in lei e quell'istante di eterno piacere per entrambi, divenne infinito, li uccisero, ma lentamente, perché troppa passione ebbero raggiunto che non potevano più essere umani, ed ora tra mille sensi e profumi continua il loro amarsi."


Oris



Oris!!