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Profumo d'Ostro
"In quale via si trovava questo l'ignorava,
e per giunta non si preoccupava, e da li si ricordava "Qui incomincia l'avventura
del Signor Buonaventura", e goffamente si ridacchiava di essere se stesso
in quanto tale in quel momento. Odore di ostro tra le rame di alberi compaesani,
visto che era perso nella sua città, ma si riprese, ancor più goffo
si sentiva per avere smarrito la via nelle vie che da fanciullo correva a piedi
nudi pieno di sbucciature, rigorosamente alle ginocchia e i gomiti, o gli skatti
in bici mentre tornava dopo il suo primo bacio, con lo stesso entusiasmo passare
con il cinquantino dopo il primo pompino. Nelle stesse strade percorse per tornare
a casa da scuola con la perenne aria d'insoddisfazione, da un ragazzo che si sente
leone, tuttavia ancora deve imparare, ma il nostro buon viandante, già
intuì che bisognava arguire con il passare del tempo. perché si
svelassero i trucchi di questo arcano mistero che è vivere. E questo è
tutto quello che per la sua testa passa in questo istante, frivoli pensieri di
un venticinquenne che cammina per il viale alberato che odora d’ostro. Camminava
e senza dover pensare alla strada s'incammina sicuro. Tutto preparato e tirato,
a lucido splendente come stella, si presenta alla porta, e come sempre braccia
aperte lo attendo, braccia famigliari che mai ha sentito monotone, di sicura essenza
ma soprattutto di presenza. Respirava aria di casa anche se questa non era casa
sua, ma di lei. E senza nessuna parola entra nella sua dimora, gl'occhi di lei
dissero mia casa è tua casa, entra ed accogli questo mio invito. Tenero
come un pane riscaldato dal cuore del fuoco, si siede ed il vino cola giù
per la gola. Dio Bacco a te questo brindisi fecero. A
te alzo il calice,e senza parlare, la volle solo osservare, e mentre il suo cuore
parlava lei il bicchiere ella gli versava ed dio Bacco si aspergeva in piccole
gocce per la stanza, sulla loro pelle, ed all'unisono, un abbraccio si porsero,
da te Dio Eros presero il tuo seminare e consacrare. Senza nessuna debole esitazione
si tolsero ogni cosa, pelle contro pelle che si toccava, odorava, e i respiri
si amalgamarono, si spinsero a raggiungere i più profondi istinti, tutto
questo mentre lei sul petto lo baciava. Distesi sul vociferare di sensi, le mani
accarezzavano il suo petto teso dall'ardore, scivolava sui fianchi, e dalle cosce
interne risaliva, e nella sua virilità lievemente lo sfiorava. Ancor di
più si gonfiava la sua forza virile, uomo forte che vuole entrare. Ancor
vino. Dal suo petto bevve il nettare divino, che scorre su tutto il suo corpo,
e la lingua lo segue, e tra le sue labbra fa passare il calore. Ora senza nessuna
inibizione lei assapora il suo essere maschio, lo fa suo. Padrona del suo padrone
si muove lentamente, ma con voracità. E lui, tra i sensi si perde. Ma la
porto con sé, entro in lei e quell'istante di eterno piacere per entrambi,
divenne infinito, li uccisero, ma lentamente, perché troppa passione ebbero
raggiunto che non potevano più essere umani, ed ora tra mille sensi e profumi
continua il loro amarsi."
Oris
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