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IL FANCIULLO
“L’anima gemella della tua felicità, questo vorrei essere, ancor batte sulla spalla il gabbiano di un tempo verace e fugace. Un sorriso, ed il tempo svanisce portando arcaiche pulsazioni infantili. Dove sta la gioia allora, la felicità a quale parte dell’esistenza s’affeziona? Di lacerate sensazioni, è scoprire attimi d’intensa felicità che restano per sempre. Mille volte mi chiesi il modo di capire tutto questo, senza saper ancora la soluzione, senza togliere il velo, senza svelare ancora tutto quanto. Seguendo la scia lasciata dal tempo che fu, rivedo attimi, momenti, ricordi che allora sembravano eterni universi, appoggiati nel davanzale dei miei occhi, mi spiegano tutto. Ma resto di più rintristito dal sapere che ora Giovanni avea torto o forse non è riuscito a capirlo prima, o che di perspicace intuizione ebbi, rispetto all’uomo che guardava la cavallina storna che torna? No, rimango con occhi grigi a vedere il nostro distacco, il fanciullo dentro di me sta crescendo, deve solo decidere la strada da percorrere” Oris
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