Torna a Parola di Oris

Passi di volo:
4° decade 3° decade 2° decade 1° decade  
40. SORRISI
39. Continuando a fissarci nel sole
38. Profumo d'Ostro
37. IL FANCIULLO
36. ViSiOnI Di MuSa
35. Notte di neve sciolta
34. Ascolto lento
33. Luce di germoglio
32. Appunti di un nomade
31. Barlume
30. LASCIALA QUELLA CORDA!!
29. Inchiostro di ricordi
28. Ora e per sempre
27. Esedra
26. Lemmi
25. Nuotare
24. PRENDIMI
23. ...senza rancore, ...senza rancore, ...
22. Mano spinosa
21. Vestito
20. È tutto dolce e disteso
19. Il sole suona i colori
18. Silenzio, oramai è tutto calmo.
17. Le ali
16. Lentamente, occhi rispecchiano occhi, lentamente
15. S'alza la fiamma
14. Avido fiume
13. Il ballo tra il diavolo e la follia
12. La finestra bagnata dal mare
11. Il piacere del volo
10. Fiamme sulla strada
09. Banchetto con Nettuno
08. SAFIYA
07. Qualche secondo ancora
06. Brucia il Bosco!
05. Stacco
04. L'irrazionale affronto di anime danzanti
03. Scacco
02. Passi di un viandante
01. La vita è percorsa da sogni...
Seguirò i tuoi consigli, sommo Oris, di essi mi ciberò con ingordigia e i loro resti ti faranno onore.
.finni.
 
 
 

Parola di Oris (27th Trance onirica)



Esedra


"Balla, balliamo, siamo nati per ballare, siamo ballerini di questo tempo, del nostro momento, della vita che si spezza al finire della musica. E tu mi dicevi balla, danza, ondeggia ballerina incantevole, frivola di sciocchezze, ansimante di anima corporea, il tuo corpo diventa solido come l’anima. Ti ricordi, Pablo?, ed io ballavo, danzavo, rincorrevo la mia anima tra le note di un solco di vinile, tra il laser di un cd che scandisce le note di un basso che ringhia alle due di note, ballavo, ballavo, e ballavo."


"Si mi ricordo, ora sei tu che mi dici di ballare, di danzare, sinuoso mio corpo ora si contorce tra le tue brezze, tra le stelle che fai scendere, sto ballando ansimante di smuovere il cielo, di distogliere il mio sguardo dal grigio temporale che sta scendendo. No! No, sfumare questa visione, il mio corpo contorto ora si accascia a terra, ansimante di smettere, di piangere ancora lacrime amare di un ballo lontano, il nostro ballo!. Ed io resto steso, a guardare con gl’occhi il ballo di un corpo contorto dal dolore, e di un anima ora libera dalla carne riscaldata dal sangue. E un grido mi assale, mi scuote. Ode al dolore ed al suo tardivo benessere. Ode ancora a lui, alle sue lacrime che bagnano il mio corpo, scendendo, mi lavano il ricordo di un ballo, il nostro ballo.
Il fulmine si scaglia tra i rami di un pensiero isolato dallo scorre del tempo, come restasse scritto sulla sabbia, ed un urlo accompagna l’ascesa dei fulmini, un forte grido, secco deciso, il tuo nome. Esedra"


Oris