|
Nuotare
Recondito è ancora il pensiero perso sulle fauci di un fiume, il mio grido diventa pianto, ora qui disteso a naufragare in un freddo mare, penso. A ciò che avevo, a ciò che non avevo, a ciò che avrò. È tutto sarà la, al di là. E qua??!!! Mi chiedo ansimante dove percorrere la retta via, ma poi mi fermo, resto al centro di me stesso ed elimino ogni pensiero, inerme, senza singola parola da esprimere, affiorano i tristi presagi di un male interiore, parlo con il sole che molto di più deve divulgarmi, sognare con me stesso è quello che mi manca. Sono alla completa ricerca di me stesso, nel specchio dei fiumi odo il canto magico di Nettuno, ma non è lui, sono sirene mascherate da non so chi. Mi chiedo ancora senza pensieri ciò che è stato, ciò che sarà, alle cose che non ho, alle cose che non so. È come gettarsi, lanciarsi nel vuoto, questa brezza che ci sfiora e rende l’altezza doppia, la velocità s’impossessa di noi, e questa volta me ne accorgo. Un tonfo, leggero, percettibile, a dismisura dalla pelle, e si nuota. Oris
|