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Banchetto con Nettuno
Sempre di primo acchito trovo la strada, riporta alle fauci di un lontano fiume. E' il fiume che percorreva l'antico uomo, le gocce d'acqua sono evaporate, nuvole, e poi la pioggia, gocce che cadono, ritornano nel fiume, e di nuovo evaporano. Ciclicamente l'argine vede l'acqua che sale e scende, mentre sorride all'altro argine. Io sto seduto, e guardo, quasi inerme, solo il pensiero, a ritmo con il cuore ricorre il ciclo. E' la vita, nella sua più cruda essenza, una veste, una ricorrenza, ciclicamente. "Anima cruda che mi guardi al di la del fiume, quanto siamo lontani dalla mia e dalla tua verità? A cosa serve navigare il fiume per il lungo, quando tu, arcaica entità, sei al di là? Di colpo mi sveglio, tutto sudato, agitato nella notte Cerco un respiro di luna, insicuro di percepire il senso di questo sogno, ciclicamente ogni notte, mi risveglio agitato. Un tremito di timore dalle oscure onde, sono alle fauci del fiume, al mare ripongo le speranze, se qui che le gocce si raccolgo. Incomincio a volare, mi bagno d'acqua, l'irrazionale mi porta a nozze, l'altare e nell'altra sponda, sempre più vicina a me. Una stretta mi trascina nel fondo, Nettuno ed il suo regno, un banchetto in onore alle anime che nuotano nella terra, lascio le mie preghiere per raggiungere l'arcaica anima. Mi risveglio, agitato nella notte, tutto sudato, e ho sete! Oris
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