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Qualche secondo ancora
Qualche secondo ancora, lasciami ancora qualche scatto di tempo, impavido mi hai getto tra le radici di un strano sodalizio. Asseconda le mie richieste, grande mago guarda oltre le vesti, sono vittima di piccole schegge impazzite, perforano il giudizio. Trova ciò che l'anima mia prega, è passato dall'olimpo, ha scavato la terra ed è intrinseco ai nostri gesti. Si lascio questo colle non più mio, un sorrido di gratitudine al cullare promontorio. Stacco, saluto le vesti che m'imprigionavano, abbandono le vesti che mi liberavano. Parlo con il vento, grido con l'aria, ascolto lento il cuore che pulsa, un battito, una fusa all'aria. Sogno ancora, sprigiono le mie gioie alla notte cerebrale. Sospeso nel nulla accendo la luce, la mia luce, un altro battito, un battito di ali. Tutto vedo, tutto odo, assaporo il gusto di essere libero azzurro, nero, verde, stringo ai piedi catene che saltano al solo sguardo, ora io volo, ora l'aria con se mi prende, non conta verso il basso o verso l'alto, tutto ciò è assurdo. Oris
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