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Brucia il Bosco!
Adesso parlo, parole sparate da bocca infuocata, con calore dissemina una sottile disfunzione nel luogo comune. Con ponderosa passione coltivo il caldo a brucia pelo espresso. Solite farneticherie di un uomo illuso e disilluso. Traghetta come Caronte tra le fiamme la mia lingua. Attimi, passi, sogni, anime incendiari, si sprigionano, solidarizzano con la libertà loquace di essere infuocati. Il caldo calore essenza fisica dell'amore, è di assai lunga stima per la precoce concezione, di una sostanza oramai richiesta da respiri di esistenza. Si ferma la ruota panoramica, ed il belvedere è solo fumo che annerisce lo squallido spettacolo. Ottimismo pervaso dallo scorrere lento di respiri. Annebbiata la mente, a sensori spenti, si tasta la percezione. Tra il grigio ed il nero esce il bianco. Un altro dubbio di sfumatura, un'altra concezione, un'altra visione. Tutto steso. Appiattito! Sconvolto il continuo chiedere, per troppe ovvie risposte. Parole confuse si mescolano a ciance, cenciosi alibi si materializzano di fronte. Luce,oscura il tutto, rendi ciò di dovere, rendi piatto ciò che deve essere nulla, rendi nulla ciò che deve essere la finta essenza, rendi l'essenza vera purità. Altri secondi di tempo per bruciare, per bruciare la terra dove sta germogliando la sacra scrittura, il sacro tedio sta rimuginando la sola certezza di abbattere. Alberi che abbattono piccole case, storie già viste che rinfresca la tristezza. Pessimismo a balletto con la loquace pertinenza, sinfonica mentre il bosco brucia. Ne IO ne GIOVE, muoviamo il minimo respiro. Brucia il bosco!! Tutto resta losco, ombroso senza sole, silenzioso con il rumore della tristezza. Foglio sopra foglio, sopraffina la sapienza, rende sacra l'esistenza. Cancella parole spese a caro prezzo, altro non conducono che alla piccola indisciplina. Brucia il bosco, brucia il suo cuore, brucia la sacra scrittura del malnero. Oris
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