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"Scacco"
Sono seduto, perso a guardare le stranezze che mi circondano, osservo, cosa può eludere l'ora di follia. E' il suo momento! Entra in scena, il rossore degl'occhi contorna lo stato di strana appartenenza. Agnostica è la quiete, tra i mille neuroni, incuranti del ballo che si sta parando. Come perfide anguille scivolano tra le brame del rossore, danzano, spensierate come l'aquila che sta passando sopra la mia testa. Afa!! Respiro ancora Afa. Lentamente, come la vendetta, il rossore della pelle diventa fuoco, mi ritrovo ad un bacchetto solitario di un aquila, che annaspa, tra le nuvole. Tutto può attirare la sua curiosità, l'ineccepibile legge di sua maestà, padroneggia con le sue regole, tra selciati bianchi e neri, ci spostiamo entrambi. Bazzico tra la realtà ed il vaneggio. Le ali libere, e le mie ali,tra le ombre, mutano in anime danzanti. Ballerini di una sinfonia, che andare vieni suona i nostri passi, l'impronte lasciate sulla sabbia, trasportate dal mare, nuotano come uccelli. Il tempo di un soffio è l'irrazionale si para davanti, l'ambiguità si tramuta, sfiora la pelle, bagna il calore. Scacco matto! "SCACCO"! Il piccolo cielo entra nel profondo mare e molte piume galleggiano nella tempesta scatenata dall'occasione. Tra tortuose onde, prendono il volo le piume, s'attacano al sole, ripercorrono i passi d'Icaro. E' il solstizio, la rinascita del volo!. Oris
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