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Passi di un viandante
Ho le spalle al muro, dietro di me c'è un burrone infinito, sento a malapena l'acqua dal profondo buio. -Sei fottuto vecchio. Puoi solamente decidere la tua morte!.- -PIOMBO O SALTO NEL BUIO!- Il buio è terrore, ma anche quiete. Salto all'indietro, svolazzo libero come un aquilone. L'aquilone però ha i fili, ed io vengo direzionato nell'ignoto. Leggi la mia preghiera, taglia i fili dell'aquilone. Voglio staccarmi da questa terra infame, voglio raggiungere il meritato riposo. Sono un viandante non ancora stanco, i passi sono molteplici, l'indifferenza tra i volti scruta la visione odierna. Continuo sui mie passi. Un'altra volta le mie spoglie cambiano destinazione, sacrosanta è la luce, odierno è il riflesso che si para tra gl'occhi di un battito. Dimoro in una situazione presa a nolo, dabbene furono i miei pensieri, tra i veli di una donna incantata dal tempo. Passi, ancora passi, passi, ancora sassi. Sudore tra le ciglia, bagnano un terreno assai ingrato, e lasciano il ricordo, l'incrociarsi tra il statico ed il dinamico, riparte il viandante, rimane un fiore nato dalla goccia." Oris
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